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venerdì 1 febbraio 2013

Metamorphosis e la questione italiana


Si è conclusa la mini-serie in tre atti dell'ultimo fumetto di Giacomo "Keison" Bevilacqua: Metamorphosis.

Tre atti che mettono in scena, con un crescendo di pathos e catarsi, la storia di Luna Mondschein, una giovane e talentuosa scrittrice che vive a Roma, oggi.

Luna ha una straordinaria fantasia e immaginazione che scaraventa dall'interno dei suoi sogni all'interno dei suoi racconti, tanto da instaurare un forte legame tra sogno e realtà. Per poter essere sempre in grado di discernere l'uno dall'altra però, deve rispettare 5 regole. Ma un giorno, anzi, una notte accade che, durante il chiaro di luna, compare un misterioso seppur familiare personaggio, in qualche modo legato alla vicenda criminosa che di lì a poco, il sole della città eterna, avrebbe rivelato. Da quel momento Luna si sente coinvolta nel caso, supponendo l'esistenza di un assassino seriale responsabile anche della morte della madre e del fratello anni prima. Il racconto prosegue alla scoperta del misterioso criminale e delle ragioni dell'inquietudine di Luna.

Nello svolgersi del racconto Giacomo Bevilacqua riesce a sviluppare una sceneggiatura di intelligente costruzione sintattica e semantica, legata alla sua maturità artistica e culturale, e alla attuale realtà della società italiana. Ci sono i miti greci e i fumetti, gli scontri civili tra stato e cittadini, i disagi sociali, i quotidiani nazionali, il paesaggio urbano, Bazinga, Dalì, Gianni Togni, le gocciole, il web e il blog, gli amici, pandalikes e peoh!, ecc.

[SPOILER]
La quarta di copertina è epifanica! Rivela come il suo contenuto sia l'immagine degli eroi italiani di oggi, desiderati o improvvisati, super ma anche no, utili e dilettevoli. Keison ci regala un team di personaggi estremamente attuali seppur denominati dalla letteratura ellenica narrata dal poeta latino Ovidio nel suo libro "Le Metamorfosi". Un'esigenza quella dell'autore che forse è l'esigenza emotiva di molti, in questo periodo non solo di crisi economica globale, ma anche di crisi dei valori e di crisi della società, italiana e territoriale.
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Lo stile di disegno è molto leggero e pulito, dal tratto essenziale che contraddistingue l'autore anche nelle vicende della sua creatura-mascotte Panda, pur ostentando qui una più dedicata "ricercatezza umana" negli "esseri disegnati". Insomma, continuano i rimandi al dualismo di sogno e realtà, fantasia e immaginario, sonno e veglia, arte e vita, gioco e lavoro, e via dicendo...
Originale e azzeccata la scelta dell'autore di far realizzare alcune particolari tavole alla disegnatrice Sonia Aloi.

Il fumetto mi è piaciuto molto e consiglio di leggerlo. Confesso anche che me lo sono immaginato in veste animata, tanto forte era il coinvolgimento drammatico e psicologico espresso dagli attanti. Vi lascio con il soundtrack d'apertura dell'opera e vi auguro Buone nuvole!

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